Inspirational People I Un caffè con Antonella Damiano

“Dovunque sia nel mondo, il mio ufficio è sempre con me”. A dirlo è Antonella Damiano, ex Responsabile Sales & Marketing, oggi Assistente Virtuale Multilingue al 100% digitale.

Ho conosciuto Antonella nel periodo in cui io stessa mi stavo avviando verso il mio cambiamento professionale. Il lavoro in azienda cominciava a starmi sempre più stretto, sentivo che avevo bisogno di creare qualcosa di mio ma non sapevo ancora bene come fare. Antonella è comparsa nella mia vita quando stavo tracciando le prime linee di questo progetto, contribuendo a mettere le basi di Soluzione Carriera, per questo oggi sono molto felice di ospitarla nel mio blog.

Chi è Antonella Damiano? Ecco i suoi numeri:

  • 13 anni da lavoratrice dipendente come Responsabile Sales & Marketing.
  • 3 anni da libera professionista come Assistente Virtuale Multilingue in Italiano, Inglese, Francese e Tedesco.
  • 100% lavoratrice da remoto.
  • 2 i paesi in cui vive adesso, la Toscana e Londra, con “incursioni” nel Lazio e in Umbria”

“La mia attività viene anche definita: lavoro da casa. Ma io preferisco chiamarla: lavoro dal mondo”

Da una carriera nel campo delle vendite e del marketing alla scelta di lavorare da remoto come assistente virtuale. Come hai fatto a capire che questa era la tua strada?

Ho sempre amato molto il mio lavoro. Mi sono costantemente messa a disposizione delle aziende senza se e senza ma, senza guardare l’orologio, sacrificando molto del mio tempo libero. Lasciare un contratto a tempo indeterminato e un lavoro che ami, non è una decisione che si matura dalla mattina alla sera. Il percorso interiore è lungo: si inizia a essere insoddisfatti di qualcosa, a capire che non si è completi, a cercare dentro di sé e all’esterno nuovi modi di vivere e di lavorare. Soprattutto la rigidità del mondo aziendale non si confaceva più ai miei bisogni e alle mie aspettative. Viaggiando molto per le aziende e avendo tutti i dati e le E-mail su un palmare, mi chiedevo come non fosse possibile poter fare il proprio lavoro senza i vincoli dell’orario di ufficio e senza recarsi sempre in un luogo fisico specifico. Così ho iniziato a documentarmi e alle soglie di un compleanno temuto, quello dei 40 anni, ho capito che per quanto doloroso e difficile potesse essere lo “strappo” dalle sicurezze, quello era il momento giusto per provarci.

Come è cambiata la tua vita da quando lavori come freelance fra la Toscana e Londra?

Lavoro moltissimo e con lo stesso impegno che ho sempre profuso tutta la mia vita per il lavoro. Ma io d’altra parte sono così: amo il lavoro e sono una lavoratrice instancabile. Ma, rispetto alla vita da dipendente di azienda, mi sento libera. Libera di poter stare vicino a tutti i miei cari quando lo desidero, perché posso lavorare da ovunque senza far mancare a nessuno la mia vicinanza e la mia presenza. Libera di vivere una parte dell’anno all’estero e in generale di poter fare esperienze di vita diverse. E libera dalle pressioni di ambienti statici e chiusi, dove spesso ci sono molti condizionamenti e pressioni che nulla hanno a che fare con il lavoro e con il proprio valore professionale.

Quali erano le tue maggiori paure e preoccupazioni quando hai deciso di diventare una nomade digitale e in che modo le hai affrontate?

Siamo cresciuti e siamo stati educati secondo determinati principi, che in parte diventano anche dei condizionamenti e dei limiti alla nostra ricerca di felicità. Non sono mai stata una persona che fa il passo più lungo della gamba. Ma, pur nella determinazione di uscire dalla zona di confort, le paure erano quelle più comuni e più temute: ovvero, la preoccupazione dal punto di vista economico, la paura di fallire, la paura di non poter tornare indietro. Avviare una libera professione (soprattutto in Italia) ed essere freelance – l’ho imparato col tempo – vuol dire convivere con determinate incertezze. Il periodo di avviamento è stato duro, ma non è durato molto. Come ho affrontato le paure e le preoccupazioni? Guardando dentro me stessa, impegnandomi e concentrandomi moltissimo, non ascoltando i disfattisti e i negativi. E mi ha aiutato molto il calore e la fiducia di chi ha sempre creduto in me.

Cosa vuol dire lavorare da remoto oggi? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un lavoro di questo tipo?

Lavorare da remoto in Italia è ancora una novità, mentre in molti paesi all’estero il fenomeno è già più consolidato. In Italia c’è una curiosità latente verso i lavoratori da remoto, ma forse ci sono ancora troppe riserve e un modo un po’ superficiale di guardare al nomadismo digitale. Per quanto riguarda vantaggi e svantaggi, penso che il lavoro da remoto sia un’esperienza molto soggettiva. Molto dipende dall’attività che si svolge. Io mi sento molto fortunata perché, parlando 4 lingue, posso lavorare sia con l’estero che con l’Italia. Questo significa una possibilità molto più ampia di trovare clienti, ma anche molta più concorrenza. Bisogna studiare sempre per essere al passo con i tempi. Certo, si viene guardati talvolta un po’ come degli outsiders, ma secondo me il remote working è il futuro del mondo del lavoro: un lavoro più flessibile, più orientato ai risultati, più libero, più consapevole.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di fare una scelta come la tua?

Consiglierei innanzitutto di liberare la mente dai pregiudizi, di ragionare bene su quello che si vuole, sulle proprie risorse e su cosa è possibile fare e non fare. Si devono soppesare tanti elementi: vanno bene il coraggio e un pizzico di incoscienza, ma si deve essere consapevoli che soprattutto l’inizio può essere molto duro. Si deve essere pronti ad accettare che non si sta cambiando solo lavoro, ma che si sta cambiando anche interiormente, che i punti di riferimento e le certezze cambiano. Se è il momento giusto, se si sceglie lo sbocco professionale giusto e se si è convinti e determinati, ci si può aprire ad un mondo nuovo e meraviglioso. Il nostro cambiamento, inoltre, molto spesso illumina chi ci è vicino, innescando dei cambiamenti a catena. Un altro consiglio che darei è di non pensare che questo sia un modo per lavorare meno, si lavora molto e ci vuole una grande autodisciplina ma si viene ricompensati: poter decidere dove, come e quando lavorare è un grandissimo successo!

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